Susan Blackmore
La macchina dei memi

Collana Saggia/mente
€ 18,60
480 pagine
2002
978-88-461-0043-6

 

 

A guardarci bene, siamo strane creature. Il nostro corpo, come quello di ogni altro animale, si è evoluto per selezione naturale, eppure sotto molti aspetti ci accorgiamo di essere unici. Usiamo la parola per comunicare, combattiamo guerre, crediamo nelle religioni, seppelliamo i nostri morti e ci imbarazziamo di fronte al sesso, guardiamo la televisione e guidiamo l’automobile. Gli esseri umani, e solo loro, possono copiare idee, costumi, abilità, comportamenti, invenzioni, canzoni e storie, e tutte queste cose sono memi.
Dal 1976, quando Richard Dawskin l’ha introdotto per la prima volta alla fine del Gene egoista, il concetto di meme ha affascinato un numero crescente di scienziati, e l’espressione si è diffusa fino a guadagnarsi un posto nei più importanti dizionari di tutte le lingue. Ma ha senso paragonare i memi ai geni? Dove può portarci una teoria memetica?
Come i geni, i memi sono dei replicatori, e lottano per entrare nel maggior numero di cervelli possibili. Questa competizione ha plasmato la nostra mente e la nostra cultura, come i geni hano dato forma al nostro corpo. Sono stati i memi a fare di noi le creature che siamo, cioè le macchine dei memi.

 

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