Robin Jenkins
Cose da bambini
FUORI CATALOGO
Collana Dirigibili
€ 15,00
256 pagine
2003
978-88-461-0047-4
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Gregor McLeod, ex direttore scolastico della cittadina scozzese di Lunderston, eroe di guerra, trotzkista, campione di golf over settanta, «impostore» e donnaiolo è rimasto vedovo, ma non ha nessuna intenzione di ritirarsi in un appartamentino e di rinunciare, come vorrebbero le figlie, alla sua Mercedes rossa, ai suoi blazer e alle sue carpe italiane. Soprattutto non ha nessuna intenzione di rinunciare al suo ascendente sulle vecchiette benestanti. Di ninfa attempata in ninfa attempata Gregor arriverà fino in California, a San Diego, dove vive la figlia Madge. Lì conoscerà la ricchissima vedova Birkenberger, un’anziana signora con alle spalle quattro matrimoni, una carriera cinematografica di successo con il nome d’arte di Linda Blossom e un’infanzia poverissima negli slums dei braccianti messicani che continua ad alimentare il suo desiderio di rivalsa nei confronti dell’alta società e il suo senso di colpa per le origini tradite. Fra l’incolta ex attrice e il pensionato statale dai modi aristocratici nasce una liaison ambigua che ruota attorno alla revisione delle memorie della donna, ossessionata dalla verità dopo una vita d’ipocrisie, a una lettura molto eterodossa del capolavoro di Gorge Eliot Middlemarch e alla misteriosa infanzia dell’anziano scozzese, svelata soltanto in un pirotecnico finale natalizio con comparse d’eccezione: uno scrittore in bolletta, un senatore ultraconservatore implicato in uno scandalo finanziario e un dongiovanni di Hollywood quasi ottantenne, tutti venuti a battere cassa da Linda Blossom.
Robin Jenkins racconta con ironia e intelligenza una vecchiaia che non rinuncia alla felicità e al futuro ma non può evitar le malinconie del passato, un’America dove il denaro può tutto, anche vincere i pregiudizi razziali di signore dabbene che ricordano con nostalgia il Ku Klux Klan, un mondo di adulti che non riescono a smettere di fare Cose da bambini.

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Paul Ormerod
L'economia della farfalla
FUORI CATALOGO
Collana Le Antenne
€ 16,00
288 pagine
2003
978-88-461-0046-7
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Partendo dalla curiosa analogia biologica tra il comportamento di una colonia di formiche e quello di individui e imprese, Paul Ormerod mostra come si possano chiarire i problemi più disparati, per esempio perché tra prodotti concorrenti spesso prevalgano quelli tecnologicamente inferiori, o perché gli effetti del governo sull’economia siano in larga parte illusori, oppure spiegare Hollywood e i mercati dei cambi. Molti fenomeni sociali ed economici presentano le stesse proprietà fondamentali che caratterizzano il comportamento delle formiche: individui e imprese non agiscono isolati, ma si adattano e modificano il loro comportamento alla luce di ciò che fanno gli altri.
Economia e società non possono essere considerate alla stregua di una macchina, complicata ma in fondo prevedibile; i limiti di questa concezione sono sotto gli occhi di tutti. Pensate al Natale: che siano Tartarughe Ninja o Teletubbies, quasi sempre il livello di domanda porta a un esaurimento delle scorte, e in pochi giorni il giocattolo che cercate diventa introvabile. Scricchiola l’ipotesi sostenuta dall’economia ortodossa: fat A, B e C e la conseguenza sarà invariabilmente X. Ci serve un’impostazione più flessibile e meno dogmatica. L’economia è un sistema complesso molto più simile a un organismo vivente, capace di adattarsi e di apprendere. È alla biologia che dobbiamo chiedere aiuto, non alla meccanica.

È necessario dunque costruire una nuova scienza economica organica che, smontando le analisi convenzionali di tipo meccanicistico, edifichi su analogie di tipo biologico, quella che Ormerod, prendendo a prestito un’immagine cara ai divulgatori della teoria del caos (il battito delle ali di una farfalla può provocare un tornado all’altro capo del globo), chiama appunto «l’economia della farfalla.»

 

Michel Rio
Artù
FUORI CATALOGO

Collana Narrativa/mente

€ 15,00
160 pagine
2002
978-88-461-0044-3
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Dopo Merlino, il demiurgo dell'utopia, e Morgana, il suo lato oscuro, ecco Artù, l'ultimo protagonista di questa triade indissolubile, legata da vincoli d'amore e odio. Artù è il terzo elemento dialettico, affascinato dal puro ideale, ma invischiato nel fin troppo reale esercizio del potere. Il grande re, afflitto da inguaribile malinconia per la doppia perdita della sorella-amante e del padre-guida, consacra i suoi giorni alla costruzione concreta del sogno di Merlino, diffondendo la sua legge, riorganizzando le province, l'amministrazione e la forza militare dell'Impero. Intanto Mordred, il figlio dell'incesto, gli cresce accanto, straordinario guerriero e servitore devoto della Tavola, ma lo zelo eccessivo e intollerante che Morgana gli ha instillato lo porterà a distruggere ciò che crede di difendere.
Fra tumulti di battaglie e silenzi di pace, l'Impero raggiunge l'apogeo della potenza, ma proprio quando la Tavola Rotonda è ormai leggenda in tutto l’Occidente, la corruzione comincia a minare dall'interno questa meravigliosa architettura: i germi della passione incestuosa e dell'adulterio, dello spergiuro e della menzogna si propagano fino all'aberrazione della lotta fratricida.

 

Il mondo che si è autocreato si autoannichilisce, ripiegandosi sulle ferite mortali inferte dal figlio al padre e dal padre al figlio. Dalla lotta contro caos e tempo tutti escono soli e sconfitti. Il silenzio, rotto nella prima pagina di Merlino dalla voce terribile e incantevole del Mago, cala di nuovo sulla Storia nell'ultima pagina di Artù. E il cerchio si chiude.

 

Michel Rio
Morgana
FUORI CATALOGO

Collana Narrativa/mente

€ 14,46
192 pagine
1999
978-88-461-0035-1
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Il nero contrario di Merlino, ecco Morgana. Nel nuovo, atteso e insperato romanzo che dopo il successo di Merlino Michel Rio dedica al ciclo della Tavola Rotonda, la conturbante allieva supera il Maestro ergendosi a incontrastabile protagonista di un altro sguardo sulla più affascinante delle leggende occidentali. Morgana e Artù, figli della Regina Ygerne, sono entrambi creature della mente superiore del Mago, che li cresce separati, insegnando a lei la natura delle cose, e a lui quella degli esseri. Artù deve conoscere il potere e il dovere, in quanto destinato a governare un mondo nuovo, retto su una legge di giustizia e giustezza. Morgana, bambina assetata di conoscenza e amore, a soli dodici anni elabora una propria teoria atomistica ed eliocentrica, ma ne avverte da subito le conseguenze: una visione tanto lucida del vuoto e crudele meccanismo universale le sarà causa soltanto di paura, sofferenza e infinita solitudine. Mentre dunque l’ideale del Maestro diventa per Artù fede cieca in un bene cancellatore di ogni male, Morgana decide di vendicarsi del male universale con il male individuale. Da quando giovanissima - di una bellezza senza rivali, l’incanto verde dei suoi occhi sempre più intenso e freddo, la splendida capigliatura nera in contrasto con il pallore diafano della pelle – si isola nella fortezza di Isca, a quando ormai vecchia - il corpo fragile e rattrappito, il viso spaventoso, solcato dal tempo, dall’odio, dal tormento, e incorniciato da una criniera bianca - si ritirerà nell’esilio definitivo di Avalon, la sua esistenza sarà votata alla demolizione del sogno di Merlino e del Regno di Artù che lo incarna. Eppure la guerra spietata fra i tre non basterà a spezzare il patto d’amore che li avvince: fino al proprio trionfo nel disfacimento, Morgana non odierà e non adorerà che Merlino e Artù, perché non c’è fatalità né nella creazione né nella distruzione, e l’anima e il caso sfuggono ai più sottili calcoli della previdenza.

 

Michel Rio
Merlino
FUORI CATALOGO

Collana Narrativa/mente

€ 14,98
160 pagine
1994
978-88-461-0036-8
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Ad apertura di libro una voce, eco proveniente dal fondo di una caverna, ci sorprende e ci soggioga: la voce di un vecchio, roca e limpida, terribile e incantevole, spietatamente dura e intensamente commossa. È quella di Merlino, profeta bardo sciamano, figlio di Satana e di una vergine, “luogo vivente di tutti i contrari”. Condannato a un’immortalità che altro non è se non il perpetuarsi del lutto per la perdita di chi ha amato, il Mago si è rifugiato eremita nella foresta e in un disperato tentativo di riscattare la propria opera dall’oblio del tempo decide di affidare al racconto i brandelli di un’esistenza le cui origini si perdono oltre l’orizzonte della storia.
Nelle sue parole rivivono così le gesta di un mondo tanto meraviglioso quanto spaventoso, fatto di “donne cavalieri armi e amori”; ma soprattutto nelle sue parole si riaffaccia prepotente il duello tra la propria fede illuministica nel potere ordinatore della ragione, e Morgana, irresistibile dark lady paladina del caos.

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